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Scritto da Fabio
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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA DI
SAN MICHELE ARCANGELO A PIETRALATA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
Domenica, 10 novembre 1991
Carissimi fratelli e sorelle, in questo anno la Chiesa universale celebra il IV centenario di San Giovanni della Croce. Queste celebrazioni stanno già per terminare. Ma io vorrei citare una frase di questo Santo spagnolo, grande mistico e dottore della Chiesa. Egli diceva: dove non c’è l’amore, tu devi introdurre l’amore e troverai l’amore. Io penso che queste parole sono molto adeguate e vere dovunque. Ma vorrei applicarle alla vostra comunità, al vostro quartiere Pietralata e a questa parrocchia, specialmente dopo le parole del vostro parroco, perché mi è venuta in mente questa espressione di San Giovanni della Croce ascoltandolo. Si deve trovare l’amore nel proprio cuore e poi introdurlo tra gli altri, nell’ambiente, nelle vicinanze, nella vita parrocchiale, e si troverà l’amore. Così si potrà realizzare quella che è la vera finalità della nostra vita umana e cristiana.
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Scritto da Fabio
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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA
DI SAN MICHELE ARCANGELO A PIETRALATA
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
Domenica, 10 novembre 1991
Carissimi fratelli e sorelle
della Parrocchia di San Michele Arcangelo!
1. Come Vescovo di Roma, ho desiderato celebrare l’Eucaristia in questa vostra Comunità parrocchiale, incontrarvi, guardarvi negli occhi e leggere in essi l’amore che vi lega al Signore Gesù e tra voi, come membra di un unico corpo, che è il Corpo Mistico di Cristo. Confortati da questa realtà ineffabile, non cessate di avanzare nel vostro cammino di fede, in conformità agli insegnamenti del nostro Maestro e Salvatore, per essere certi di non mancare il traguardo dell’incontro finale con Lui.
2. Oggi la nostra attenzione è attratta, dapprima, dal brano della Lettera agli Ebrei. La Chiesa ci propone questo testo del Nuovo Testamento per farci meditare sulla sublime missione sacerdotale del Verbo Incarnato. Gesù è l’unico vero e sommo Sacerdote, posto come mediatore tra Dio e gli uomini. Gli altri sacerdoti, venuti prima di Lui, erano figura di ciò che Egli sarebbe stato. Quelli venuti dopo di Lui sono ministri del suo stesso sacerdozio, del quale rendono nuovamente attuale il grande ed unico sacrificio, unitamente ai meriti da esso prodotti.
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