| QUALE PARROCCHIA PER IL FUTURO? |
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| Scritto da Fabio | |
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Come parroco, sempre mi ha preoccupato la concezione che si ha del ruolo della Chiesa come istituzione che si deve occupare di carità e di attenzione alla povertà, alla pace sociale e, solo in secondo ordine, come comunità che annuncia Cristo. Ma questo mi ha poi stimolato a far recuperare alle persone il senso della parrocchia come famiglia che si accosta all’uomo, aiutandolo a capire che la religione non è qualcosa che ci fa star bene adesso, quasi come una medicina periodica per i miei vari bisogni, ma è invece un annuncio di una salvezza insostituibile in Gesù Cristo, che non ha limiti di tempo e che ci fa veramente partecipi del divino. Trovo che la questione principale è quella di conciliare la più vasta percentuale di partecipazione –pur con tanti aspetti positivi- con una proposta più forte, che trova in Cristo il suo centro e non nei vari gruppi o servizi o nelle varie devozioni. La proposta cristiana “seria” deve essere quella dell’interiorità, dell’alterità, della gratuità. Quale parrocchia vuole essere la nostra di San Michele? Come parroco, sempre mi ha preoccupato la concezione che si ha del ruolo della Chiesa come istituzione che si deve occupare di carità e di attenzione alla povertà, alla pace sociale e, solo in secondo ordine, come comunità che annuncia Cristo. Ma questo mi ha poi stimolato a far recuperare alle persone il senso della parrocchia come famiglia che si accosta all’uomo, aiutandolo a capire che la religione non è qualcosa che ci fa star bene adesso, quasi come una medicina periodica per i miei vari bisogni, ma è invece un annuncio di una salvezza insostituibile in Gesù Cristo, che non ha limiti di tempo e che ci fa veramente partecipi del divino. Trovo che la questione principale è quella di conciliare la più vasta percentuale di partecipazione –pur con tanti aspetti positivi- con una proposta più forte, che trova in Cristo il suo centro e non nei vari gruppi o servizi o nelle varie devozioni. La proposta cristiana “seria” deve essere quella dell’interiorità, dell’alterità, della gratuità. Quale parrocchia vuole essere la nostra di San Michele? Vogliamo valorizzare le opportunità preziose di cui la parrocchia di San Michele ancora oggi dispone, frutto del lavoro di sacerdoti, suore e laici, nei suoi 70 anni di vita. Ciò significa “discernere”, valorizzare e sviluppare le molteplici potenzialità missionarie già presenti, anche se spesso in forma latente, nella nostra attività ordinaria, nel cui svolgimento ci è dato di accostare molte persone che appartengono alla Chiesa in maniera debole e precaria, o anche che non sono credenti: se ci avviciniamo loro con animo accogliente e con slancio missionario i frutti non mancheranno. Emerge poi l’urgenza di una particolare attenzione alla famiglia, e più largamente agli adulti. Solo in questo modo può essere efficacemente affrontato il grande impegno della iniziazione cristiana. Nulla infatti aiuta le nuove generazioni quanto il vedere, dinanzi a sé, adulti che credono nel Signore Gesù e pongono la loro speranza nella Sua presenza. Abbiamo fatto tanto, ma non possiamo non sforzarci ancora di più per dare uno spazio centrale alla pastorale degli adulti, e quindi in concreto anzitutto nelle famiglie, e anche negli ambienti di lavoro e di vita. Ecco allora la Missione parrocchiale che può essere iniziativa capace di raggiungere le famiglie nelle loro case. E’ altrettanto importante trovare modi (per es. incontri di ascolto, di lettura del Vangelo, di preghiera, nelle case), accessibili anche a chi ha ritmi di lavoro e di famiglia problematici, creando rapporti umani approfonditi e coltivati, senza quella concitazione che deriva dalla brevità del tempo disponibile. Aprire infine la parrocchia ad orizzonti più ampi: deve essere intesa come “campo-base” che coltiva nei suoi membri il desiderio e la capacità di affrontare lo spazio aperto della società con la testimonianza semplice e coraggiosa. Compito della parrocchia è educare sacerdoti e laici ad una fede che sia consapevolmente missionaria, nelle varie situazioni di vita e non soltanto all’interno dell’ambito parrocchiale o ecclesiale. Nelle circostanze di oggi una tale fede non può sottrarsi al confronto con le persone e gli ambienti che sono condizionati da una mentalità e cultura estranee o anche avverse al Vangelo. L’incontro con Cristo redentore sarà più semplice quando la vita parrocchiale respira quotidianamente in una dimensione che va al di là della superficie, per entrare nel profondo del cuore dell’uomo, nei suoi veri problemi. Voglia Iddio che la Comunità di San Michele non si fermi a “problemucci”, dimenticando l’esigenza della gente che cerca Dio e vuole la vera Salvezza. |
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