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Scritto da Fabio   
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"Venite un po' in disparte e riposatevi" (Mc. 6,31)

   

"La parrocchia è come una fontana che offre ACQUA VIVA: essa calma le labbra aride, raddrizza e fortifica coloro che vacillano, assicura il cammino e apre gli occhi."
(Papa Giovanni XXIII)

 

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La sorgente
Più si attinge acqua vicino alla sorgente, più essa è pura. Così, per essere in comunione con Dio, dobbiamo risalire il più possibile alla persona di Gesù Cristo. E passare, come Lui, un tempo consistente in preghiera, in atteggiamento di apertura verso Dio, per permettergli di far passare in noi un flusso vitale più abbondante.

 

"L'acqua che io vi do', diventerà in voi sorgente zampillante per la vita eterna"    (Gv. 4,14)

 

Richiamo a Voi tutti due frasi dell'insegnamento di Papa Giovanni Paolo II.

"Non basta rinnovare i metodi pastorali, nè organizzare e coordinare meglio le forze ecclesiali, nè esplorare con maggior acutezza le basi bibliche e teologiche della fede: occorre suscitare un 'nuovo ardore di santità'."

"Il nostro è tempo di continuo movimento che giunge spesso fino all'agitazione, con il facile rischio del "fare per fare ". Dobbiamo resistere a questa tentazione, cercando di essere prima che di fare. Non si tratta, allora, di inventare un nuovo programma c'è già: è quello di sempre, raccolto dal Vangelo... Esso si incentra in Cristo stesso, da conoscere, amare, imitare... E' ora di riproporre a tutti voi con convinzione questa 'misura alta' della vita cristiana ordinaria."

Ho scelto come frase guida del nostro impegno per l'anno pastorale 2007-2008 il v. 31 del cap. 6 di Marco: Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'. Richiamo anche l'immagine cara a Papa Giovanni XXIII: la Parrocchia è la fontana dove ognuno nel cammino spesso arduo della propria vita, viene a dissetarsi

Tutti, sacerdoti e fedeli, abbiamo bisogno di alimentare la nostra fede, di rafforzarla, di difenderla dall'attacco delle molte cose che ci occupano, ci preoccupano o ci affannano. La nostra Comunità parrocchiale deve raggiungere un grande respiro trascendente per non ridursi inevitabilmente ad una delle tante agenzie educative assistenziali. Ognuno di noi è chiamato a sottrarsi al rumore, al frastuono, all'eccitazione, alla nevrosi che affligge l'uomo di oggi e penetrare nel silenzio contemplativo, che è la chiave prima per non lasciarci soffocare e schiavizzare dalla vita odierna. Curare il silenzio come ascolto di Dio e della sua Parola, curare la preghiera, della meditazione e dell'adorazione, curare il silenzio che aiuta poi davvero ad ascoltare gli altri. Un silenzio così intenso che ci fa piccoli davanti al mistero di Dio e della persona di Gesù, dicili, disponibili alla forza della sua chiamata, sinceri nella testimonianza.

Signore, insegnaci a non piabgere su una Chiesa minoritaria, ma a versarvi un po' di quel sale che rende salato tutto il mare. Signora, insegnaci a non edificare la Chiesa come un cantiere ben programmato, ma a lasciarla crescere come una pianta folle sotto il sole di un Dio imprevedibil. Aiutaci, ogni tanto, a sostare, magari a fare un passo indietro e a guardare lontano. Il Regno NON è solo oltre i nostri sforzi, esso è oltre la nostra visione. Nessun programma compie la missione della Chiesa. Questo è quello che facciamo: piantiamo semi che un giorno cresceranno, sapendo che essi conservano un promessa per il fututo. Signore, aiutaci ad accendere un po' di eternità.

 

Roma, 15 agosto 2007
don Aristide

 

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